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giovedì 4 dicembre 2014

10 musical che meritano una possibilità



Quando si parla di cinema, mi piace considerarmi un onnivoro. Guardo di tutto, dal film d'autore da intellettuale con l'occhialino al più squallido e becero horror di serie Z. Sono affetto, però, da una patologia per la quale non esiste ancora una cura: si tratta dell'intolleranza al musical. Fortunatamente, sembro non essere l'unico infetto e col tempo ho imparato ad accettare la mia natura. Quello che non riesco ancora ad accettare è il fatto che due esseri umani che parlano normalmente possano interrompersi da un momento all'altro per improvvisare un numero cantato e coreografato perfettamente, come se fosse stato organizzato e provato per giorni e giorni. Si tratta di una patologia comune ad un numero sempre più elevato di persone ed è proprio a voi, miei cari, che questo post è dedicato. Se anche voi fin da piccoli, mentre guardavate il vostro cartone Disney, eravate pronti a spararvi nelle ginocchia appena partiva l'ennesima canzone, ma la vostra ragazza ora ha improvvisamente voglia di musical, ecco a voi 10 film che potete guardare fino alla fine, senza morire di noia. E, fidatevi quando vi dico che è stata davvero dura, per me, trovarne 10. 

Prima di iniziare, una premessa. Come tutti i figli degli anni '90, sì, anch'io sono cresciuto con i classici Disney e, sì, anch'io sono consapevole di come alcune canzoni abbiano contribuito in grandissima parte al successo di molti titoli (amavo anch'io i pezzi di Aladdin e Hercules, tanto per citarne due). I classici Disney sono comunque esclusi dalla lista. Chi, come il sottoscritto, è cresciuto negli anni '90 avrà sempre e comunque questi film nel cuore. 

Detto questo, ecco a voi i 10 musical che salvo e che consiglio anche a chi del genere non ne vuole proprio sentire parlare. 





SWEENEY TODD - IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET (2007)


Tim Burton fa il suo musical ed è violento, splatter e al limite dell'horror. Ottime canzoni, ottimi attori ed una storia che non può non coinvolgere.  Mentre lo si guarda, quasi ci si dimentica che sia un musical e, stranamente, quando Johnny Depp e Helena Bonham Carter iniziano a cantare, la cosa non infastidisce nemmeno più di tanto. Per chi poi, come me, ama poi il periodo storico in cui è ambientato, non si può non restare affascinati anche da una messa in scena unica ed inimitabile. In puro stile Burton.


SOUTH PARK - IL FILM: PIÙ GROSSO, PIÙ LUNGO & TUTTO INTERO (1999)


Nato come parodia dei musical disneyani, il film di South Park è esilarante e le tante canzoni presenti sono forse incredibilmente il punto di forza della pellicola. Le varie Kyle's Mom is a Bitch, Blame Canada e What Would Brian Boitano Do? sono orecchiabili, geniali e azzeccatissime. Trey Parker e Matt Stone si dimostrano qui più che mai abili e a loro agio nello scrivere pezzi musicali (come più volte hanno saputo dimostrare nella serie e nel Team America realizzato con le marionette e distribuito nel 2005). Chi ama lo stile dello show, sarà abituato anche alle sue occasionali canzoni, che non annoiano mai e anzi rendono il tutto più delirante ed esilarante. Da segnalare il fatto che Blame Canada fu nominata agli Oscar del 2000 come miglior canzone originale, perdendo contro You'll Be in My Heart, scritta da Phil Collins per il Tarzan della Disney.    


MONTY PYTHON - IL SENSO DELLA VITA (1983)


Quando i Monty Python si occupano di musica, è raro che facciano cilecca. Nel loro ultimo film si possono ascoltare le loro creazioni musicali più riuscite. Pur non trattandosi di un musical in piena regola, Il senso della vita contiene canzoni e coreografie assolutamente indimenticabili e risulterà impossibile anche ai più decisi detrattori del genere non amare e non ridere con perle di genialità come Every Sperm Is Sacred, Galaxy Song e Christmas In Heaven. Il film non avrebbe avuto lo stesso successo senza di esse.  


THE PRODUCERS - UNA GAIA COMMEDIA NEONAZISTA (2005)


Basato sul musical di Broadway, a sua volta tratto dal classico di Mel Brooks Per favore, non toccate le vecchiette, è fresco, colorato, divertente e con un irresistibile gusto retrò che omaggia quella Hollywood che non c'è più. Con Nathan Lane e Matthew Broderick nei ruoli che furono di Zero Mostel e Gene Wilder, il film vanta un'eccezionale colonna sonora (con la classica Springtime for Hitler direttamente dal film del 1968) ed un ritmo indiavolato che intrattiene anche chi il musical non riesce proprio a digerirlo.   


CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA (1952)


Stiamo parlando di un classico. Un vero classico. Gene Kelly e Stanley Donen firmano un sentito e sincero omaggio alla Hollywood del cinema muto e ritraggono una delle più grandi rivoluzioni della storia del cinema: l'invenzione del sonoro. Mai come in questo caso la presenza di numeri musicali e di elaborate coreografie è giustificata e perfettamente integrata in questo splendido universo di fine anni '20. Tutti dovrebbero vedere questo film almeno una volta nella vita.


NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS (1993)


Un capolavoro in stop-motion diretto da Henry Selick e prodotto da Tim Burton che è impossibile non conoscere. Musiche di Danny Elfman, che interpreta anche le canzoni di Jack Skeletron in originale (nella versione italiana ottimamente sostituito da Renato Zero) e una storia cupa ma allo stesso tempo confortante. Il film è un must per la mia generazione e ha saputo conquistarsi un'identità sempre più definita nel tempo, restando uno dei classici natalizi più amati ed uno dei musical più apprezzati. Canzoni indimenticabili e sequenze musicali realizzate con maestria. Impossibile non rimanerne incantati. 


ROCKY HORROR PICTURE SHOW (1975)


Tratto dallo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, è un musical talmente folle e delirante da sembrare un sogno allucinogeno. Un cult subito in grado di conquistarsi un posto di rilievo nel panorama cinematografico musicale. Pezzi come Sweet Transvestite e The Time Warp e personaggi come Frank-N-Furter e Riff Raff tengono da soli in piedi una perla del genere che, pur non avendo una vera e propria valenza cinematografica, rappresenta uno dei più alti esempi di musical alla portata di tutti.    


TUTTI DICONO I LOVE YOU (1996)


Ok, il film in questione potrebbe mettere alla prova qualcuno di voi, ma è la prima (ed unica) incursione di Woody Allen nel musical. Il risultato è una commedia brillante, autoironica e intelligente, nel puro stile Allen, con pezzi famosi reinterpretati da un cast di prim'ordine. Le parti cantate sono occasionali, poco invadenti e perfettamente girate, si prendono il giusto spazio e non offuscano in nessun modo lo svolgimento della trama. Anche in questo caso, si tratta di un affettuoso omaggio alla Hollywood dei tempi d'oro.


IL MAGO DI OZ (1939)


Questo film ha lanciato probabilmente la canzone più famosa che abbia mai fatto parte di un musical: si tratta di Over the Rainbow, una vera e propria hit, abusata e reinterpretata fino alla nausea. Ma, oltre a questo, il classico di Victor Fleming del 1939, tratto dal romanzo di L. Frank Baum, è una fiaba senza tempo che ha affascinato generazioni e generazioni di spettatori. Sì, alcuni di voi potrebbero pensare che le canzoni siano davvero troppe e che possano mettere a dura prova la debole pazienza degli anti-musical, ma se ci si lascia trasportare dalle atmosfere sognanti del mondo di Oz già dai primi minuti, il film riesce a scorrere e i numeri musicali potrebbero anche allietarne la visione.   


THE BLUES BROTHERS (1980)


Non si tratta di un musical in piena regola, ma grazie a sequenze come quella con Aretha Franklin o quella con Ray Charles, il capolavoro di John Landis sembra essere inevitabilmente etichettato come tale dall'opinione comune. Dunque, a scanso di equivoci, era un obbligo inserirlo in questa lista. Assolutamente anarchico, esilarante e incredibilmente sopra le righe, la particolarità del film è data dal fatto che nonostante i numeri musicali siano tanti e talvolta sembrano quasi spezzare il ritmo dell'odissea dei fratelli Blues, essi hanno una consistenza tale da costituire una parte a sé stante rispetto al resto dell'opera. È impossibile racchiudere in cinque righe quello che The Blues Brothers rappresenta e continuerà a rappresentare per me e per la storia del cinema.

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